Quando stavamo in campagna, sfollati, vennero i tedeschi con un foglio in mano e lessero i nomi di mio padre, C.R. A.C., poi dissero senza preamboli: "Consegnare radio". Una spia fascista li aveva informati, dando persino i nostri indirizzi. Tutti furono obbedienti, sapendo che con quelli non si scherzava, tranne la signora A.C., che nascose il suo apparecchio sotto il letto, sul quale poi si sedette. All'intimazione ripetuta non intendeva consegnarlo, ma quando mio padre si accorse che i tedeschi stavano per buttare una bomba a mano per far saltare tutto, si adoperò assieme con gli altri perché la signora consegnasse l'apparecchio.
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