100libripernettuno.it

 



 

UNA REGINA SEDUTA SUL MARE
di ALBERTO SULPIZI

 

HOME - OPERE - SFOGLIA IL LIBRO

01 PESCANDO NELLA STORIA - 02 LA CARTOLINA - 03 NETTUNO IN CARTOLINA - 04 IL BORGO - 05 IL DIO NETTUNO, PIAZZA MAZZINI ...LE ALTRE PIAZZE - 06 IL FORTE SANGALLO - TORRE ASTURA - 07 IL MUNICIPIO E LA PASSEGGIATA - 08 LA COSTA, LE SPIAGGE E I VILLINI - 09 LEGGERE, SCRIVERE E FAR DI CONTO - 10 TRASPORTI - 11 MILITARIA - 12 FEDE E TRADIZIONE - 13 PLATEA IN PIEDI - 14 LA POSTA 15 RISTORANTI ED HOTEL - 16 LA NEVICATA DEL ‘56 - 17 QUARTIERI, FRAZIONI, PERIFERIE - 18 I GEMELLAGGI 19 MISCELLANEA - IL DIALETTO NETTUNESE - VOCABOLARIO NETTUNESE-ITALIANO

 

Banca di Credito Cooperativo di Nettuno

 

Il 23 agosto 1899 un gruppo di 12 notabili nettunesi, o come si diceva allora, di "possidenti", guidati da Don Temistocle Signori, arciprete di Nettuno e da Don Benedetto Brovelli Soffredini, si ritrovava davanti al notaio Luigi De Luca per fondare la Cassa Rurale di Nettuno di Depositi e Prestiti "S. Isidoro Agricola". Costituita con l'approvazione e la collaborazione del capitolo di San Giovanni, la Cassa Rurale era una società cooperativa in nome collettivo "avente", come attestava l'atto costitutivo, "lo scopo di migliorare la condizione morale e materiale dei soci, fornendo loro il denaro nei modi determinati dallo Statuto".
Oltre ai due sacerdoti citati, nominati rispettivamente Presidente e Vice­presidente della Cassa, i soci fondatori erano: Francesco e Giuseppe Brovelli Soffredini, Camillo e Lorenzo Ottolini, Antonio Del Monte, Don Andrea Lotti, Onofrio Di Pietro, Francesco D'Andrea, Alessandro Franceschetti, Don Giuseppe Genesi.
Quest'ultimo, insieme a Lorenzo Ottolini e Antonio Del Monte venivano incaricati di far parte del Consiglio di Presidenza. "La Società", veniva scritto nello Statuto, "si procura i mezzi mediante il capitale sociale di lire due per socio da pagarsi al momento della sottoscrizione del libro Soci, contraendo prestiti fruttiferi garantiti da tutti i soci solidariamente ed assumendo in deposito denaro garantito pure solidalmente".
Inconsapevoli, i soci fondatori avevano dato vita all'istituzione cooperativa che più ha segnato la storia di Nettuno, per il sostegno creditizio prestato ai meno abbienti, che, respinti dal sistema bancario trovavano nell'usura l'unico, fatale, conforto; per la crescita e lo sviluppo della piccola impresa agricola, artigiana e commerciale; per l'appoggio dato agli enti benefici, ai presidi sanitari del territorio e alle associazioni per la cultura e lo sport; per la promozione sociale attraverso lo studio; per la tutela e la salva­guardia degli usi e della cultura nettunese; per la presenza economica e la sensibilità dimostrata per importanti realizzazioni per la valorizzazione e la conservazione dei beni culturali del territorio.

da "UN SECOLO DI STORIA", Crescita della Banca, Trasformazione della Città di Stefano Canali, edizione Banca di Credito Cooperativo di Nettuno.

 


 

AUTORIZZAZIONE PER LA PUBBLICAZIONE
E' STATA CONCESSA DALL'AUTORE
ALBERTO SULPIZI

Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta e trasmessa in qualsiasi forma
o con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza l’autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti.