trale è stato ricostruito l’altare, in parte quattrocentesco, dell’Oratorio
del Carmine che sino al 1936 occupava una parte dell’attuale Piazza S.
Giovanni.
Chiesa di San Francesco
La chiesa occupa parte dell’area di un edificio di età romana, che
doveva aprirsi sulla vicina Via Severiana; un tempo limitava a ponen-
te il borgo fuori le mura. Era in origine intitolata a San Bartolomeo
Apostolo, ma a partire dal XIII secolo assunse anche il nome di San
Francesco, al quale la chiesa era stata donata durante una sosta a
Nettuno di un suo viaggio a Gaeta. Nel terreno adiacente oltre al con-
vento dei frati francescani vi fu il primo cimitero cittadino, spostato
durante la peste del 1656 accanto alla chiesina di San Nicola, oggi non
più esistente,
L’edificio ha subito nel corso dei secoli molteplici interventi e nulla
rimane del suo impianto architettonico medievale. Sino alla metà del
Seicento aveva due navate, e nel suo pavimento erano incastrate alcune
lastre sepolcrali con i nomi dei cittadini nettunesi, che nel 1494 avevano
preso parte alla battaglia di Campomorto contro Alfonso d’Aragona.
Nel 1660 la chiesa si presentava a tre navate e con otto altari secon-
dari, sei laterali e due centrali. Nel 1871 l’antico pavimento venne
distrutto e sostituito con uno in marmo; due anni dopo il padre guar-
diano Luigi Mirabelli commissionava nuovi lavori tra cui, come ricor-
da l’iscrizione collocata sul portale d’ingresso, l’erezione dell’attuale
facciata; durante questo intervento gli altari laterali furono ridotti a
quattro. Tra il finire del Novecento e l’inizio di questo nuovo secolo,
oltre ad interventi nella pavimentazione, al restauro del tabernacolo e
al consolidamento del campanile, sono stati eliminati gli altari laterali.
Nell’interno della chiesa sono conservate alcune antiche iscrizioni,
in genere seicentesche, che testimoniano l’attenzione dei nettunesi
verso questa loro chiesa; la più antica ricorda una donazione, con
obbligo di messe, fatta da Francesco Trippa. Un lascito testamentario
di Giacomo Sacchi, richiamato in un’iscrizione del 1608, rende in
parte ragione della presenza sull’altare maggiore della pala del pitto-
re Andrea Sacchi (1599-1661), adottato dal nettunese Domenico
Sacchi, a sua volta con probabili rapporti di parentela con Giacomo.
La tela raffigura la
Madonna di Loreto fra i Santi Bartolomeo, Giuseppe,
Francesco e Rocco
. Nella parete interna della facciata, a destra e sinistra
del portale d’ingresso, sono conservati due affreschi quattrocenteschi:
un
Sant’Antonio Abate benedicente
, da ricondurre alla cerchia del
Maestro Caldora, ed una
Madonna con Bambino fra due Angeli
, da attri-
buire a Maestro Petrus. La grande tempera che domina la paretedestra,
raffigurante la
Battaglia di Lepanto
, è opera del nettunese Giuseppe Brovelli
Soffredini (1863-1936). Al primo decennio dello stesso secolo si posso-
no invece datare gli affreschi della parete opposta che decoravano la
cappella del Sacro Cuore con il
Cristo Pastore
nella lunetta, la
Veronica
e Santa Chiara
ai lati dell’altare, oggi non più esistente.
125
Chiesa di San Francesco.
Chiesa di San Francesco, Sant’Antonio Abate.
Chiesa Collegiata.
Progetto di C. Marchionni.
G
LI EDIFICI ANTICHI